Vista di Tramonti di sotto
Antica Fornace.
Veduta del Monte Rest.
Piazza Dante Alighieri a Tramonti di Mezzo.
Curtif di Mundin a Tramonti di Sotto.
Curtif di Bolet a Tramonti di Sotto.
 
Pieve S. Maria Maggiore a Tramonti di Sotto.
 
La Val Tramontina vista dal monte Rest.
 
Lago di Redona.
 
Daini all'interno della tenuta Pradileva.
 
   
 

La Val Tramontina, di origine glaciale, fu abitata probabilmente già in epoca preromana. Lo storico Degani sostiene tuttavia che i borghi della valle ebbero origine negli anni 899-951 quando gli Ungari, invadendo più volte la pianura friulana, costrinsero le popolazioni dell'epoca a rifugiarsi sui monti. I primi documenti che ricordano l'esistenza dei Tramonti risalgono alla bolla di Papa Lucio III datata 13 dicembre 1183 e a quella di Papa Urbano III datata 1186. Un successivo atto, datato 1° maggio 1220 e chiamato “Sentenza Gabalda” in quanto enunciata da Gebaldo di Solimbergo, chiarisce la differenziazione fra Meduno e Toppo da una parte e Tramonti dall'altra citando poi le “Ville Inferior, Media, Superior”.

Sino al 29 agosto 1609 la zona è chiamata Tramonti, mentre i paesi vengono distinti in Villa Inferiore, Media e Superiore. In tale data con il “Privilegio Tramonti” accordato dalla Serenissima Repubblica Veneta, il nome delle Ville viene mutato in Tramonti. I Tramontini, ancora oggi, esprimendosi nella loro parlata friulana (leggermente diversa in ogni paese) citano regolarmente le loro tre comunità con Vil di Zot, Vil di Mieç, Vil di Zora .

Tornando ai documenti della Val Tramontina è noto che in più di qualche scavo sono stati ritrovati dei siti archeologici particolarmente interessanti. Se ne possono citare due per importanza: quello di Tridis (1880) andato ormai perduto come documentazione e quello di Tramonti di Sotto (luglio1991) dove nei pressi dell'antica Pieve, è stato scoperto un interessante sepolcreto dal quale si è riusciti a salvare e studiare una sepoltura d'epoca altomediovale (VII sec. dopo Cristo).

Tra le due gallerie della strada che collega le borgate di Selva e del Ciul nella Val Silisia in Comune di Tramonti di Sopra, è visibile la lapide che nel 1969 la Società Operaio “Dodismala” di Chievolis ha collocato in memoria di Antonio Andreuzzi, il medico mazziniano di Navarons che guidò i moti garibaldini del 1864. E a pochi metri dalla strada, si può visitare la “Claupa (anfratto ) di Andreuzzi” dove, dall'8 al 28 novembre 1864 il patriota garibaldino si rifugiò con i suoi compagni per sfuggire all'esercito Austriaco.

Durante la prima guerra mondiale è da ricordare la battaglia del ponte Racli svoltasi nell'ottobre del 1917 fra i germano-austriaci e le truppe italiane: 23 furono i caduti italiani e molti i feriti. Una lapide posta sopra un masso di tufo in località Ponte Racli, ricorda gli eroi che difesero i valichi tramontini.

Nella seconda guerra mondiale il periodo della Resistenza vede in Val Tramontina la formazione di un reparto partigiano denominato battaglione “Valmeduna” della 4° Brigata Osoppo. Da menzionare la battaglia del monte Rest avvenuta nell'ottobre 1944 i cui caduti sono ricordati con un cippo posto al passo Rest.

La Val Tramontina all'epoca era compresa nel territorio della zona libera della Carnia e del Friuli. Il 10 dicembre 1944, 10 partigiani della brigata Garibaldi e Osoppo sono stati fucilati dai nazifascisti davanti al muro esterno del cimitero di Tramonti di Sotto. Una lapide ricorda il loro sacrificio.

La Val Tramontina, durante gli anni del dopoguerra registra un sensibile calo demografico a causa della mancanza di lavoro in loco che costringe le forze lavorative ad emigrare.

Il forte terremoto del 6 maggio 1976 e del settembre successivo che ha colpito il Friuli, ha danneggiato profondamente anche la Val Tramontina. La ricostruzione, iniziata materialmente nel 1978 e completata una decina di anni dopo, ha visto tutti gli edifici della valle ricostruiti o riparati. Moltissime le opere pubbliche realizzate dai due Comuni con i fondi della ricostruzione, frutto della solidarietà nazionale ed internazionale. La ricostruzione del Friuli, grazie alla formula vincente del decentramento ed alla forte volontà dei Friulani, è diventata un modello a livello internazionale. Nello slancio di solidarietà internazionale si è distinta la Croce Rossa Austriaca che ha donato ai due Comuni il Centro Sociale Scolastico “Giovanni Minin” sito in loc. Matan che consta di ben 2.500 mq di superficie coperta.

Con la ricostruzione ci sono stati significativi segni di sviluppo economico della valle nel settore turistico. Di anno in anno aumentano le offerte di strutture di accoglienza e di svago che attirano sempre più persone che amano frequentare l'incontaminato ambiente naturale della Val Tramontina.

 

La Val Tramontina presenta un unicum nel suo territorio. Il numero dei paesi, borgate, località, agglomerati, case sparse che la compongono raggiunge la ragguardevole cifra di oltre 150 nomi.

Essi sono la conseguenza della volontà e necessità degli abitanti di trovare zone di insediamento adatte al pascolo ed allo sfruttamento agricolo. Dove c'era la possibilità di poter coltivare del terreno, veniva costruita dapprima una stalla e successivamente la casa. Questa espansione, maggiormente pronunciata nel Sedicesimo secolo, ha comportato un sensibile aumento della popolazione fino a raggiungere anche 5.000 abitanti.

L'arch.Moreno Baccichet, noto studioso di antropologia, etnografia e storia dei paesi di montagna ed in particolare della Val Tramontina che ha studiato e conosciuto a fondo, nel 6° volume della collana “Lis Vilis di Tramonç”, dal titolo “Insediamenti storici e paesaggio in Val Meduna-parte II” così conclude la sua ricerca:

Noi crediamo che i segni principali del sistema dei villaggi ora abbandonati, possono diventare un valore di identità per la vallata. La creazione degli strumenti utili per esercitare sul campo l'archeologia del paesaggio può essere un elemento di distinzione dell' offerta turistica di questa valle rispetto ad altre. Per esempio la roggia della Villa di Sotto, il molino di mezzo, nella Villa di Sopra il molino e la segheria Zatti, potrebbero essere elementi museali di straordinario valore etnografico. I luoghi conservano la memoria di una comunità: la zona di Tramonti è un estensivo parco archeologico , ricco di reperti ancora visibili che vanno dall'età medievale alla fine di quella moderna. “.

Elenchiamo qui, in modo sommario a titolo d'esempio, solo alcune delle borgate e località fra le tante visitabili:

Nella zona di Tramonti di Sopra

Pràdis: a febbraio si svolge la“Festa del sole” quando finalmente il sole ritorna a riscaldare la borgata.
Frassanèit, diviso in Sopra e Sotto, le vecchie scuole restaurate sono adibite a rifugio alpino.
Maleòn: ultima borgata a nord della valle ai piedi del M.Rest.

nella zona di Tramonti di Sotto:

Tàmar: è attivo il bivacco Varnerin, attrezzato anche per il pernottamento, tel.0434/833852
Pàlcoda: sono in corso i lavori di restauro della chiesetta ed ultimati quelli del campanile.
Vûar: molto interessante la casa Rugo con portici e logge sovrapposte ad archi.

Nella zona di Tramonti di Mezzo:

Canal di Cuna, con a San Vincenzo la chiesetta restaurata
Cumugnas: sopra il paese, un tempo abitata da nobili possidenti.

Nella zona di Chevolis:

Inglagna: splendida borgata bagnata dall'omonimo rio.
Clez, Val, Posplata: vecchie borgate recentemente riscoperte ed in fase di recupero edilizio.

Nella zona di Campone:

Alla zona di Campone, attraversata dal torrente Chiarzò, spetta il record del numero di borgate che sono ben 20, tutte recuperate dopo il terremoto ed abitate nel periodo estivo: Sàcchiaz, Gai, Zanòn, Sghittosa,Grisa, Martìn, Campone Centro, Cleva di Sopra e Sotto, Brandolìn, Pagnàc, Barzanai, Belòz, Pala, Zuliàn, Sclàf, Sialìn, Valènt, Sgualdìn, Piani.
 
A Tramonti di Sotto è da visitare la Pieve di Santa Maria Maggiore, splendido esempio di edificio sacro della fine del Quattrocento, costruito su una struttura preesistente. La chiesa conserva nell’antico coro, la cui volta è interamente affrescata, uno dei più interessanti ciclo di affreschi della pedemontana pordenonese attribuiti a Giampietro da Spilimbergo e databili ai primi del XVI° secolo. La struttura è composta da piccole volte a vela, suddivise da costoloni che creano delle forme romboidali. Nell’abside, dietro l’altare maggiore, da notare la pregevole Crocifissione con, sullo sfondo, i tre paesi della Val Tramontina. Inoltre si possono ammirare la balaustra con 4 angioletti reggicandele, opera dei tagliapietra medunesi, nonché in una nicchia laterale, le tre statue dei santi recuperate recentemente dall’antica chiesetta di Pàlcoda, borgata abbandonata negli anni Venti.
A Tramonti di Sopra in bella posizione panoramica, è situata la chiesa parrocchiale di San Floriano Martire di origine seicentesca. La facciata esterna, con portale architravato ed un occhio circolare centrale, è abbellita da una recente vetrata dell’artista Pierino Sam. L’interno ampio ed armonioso nelle sue linee
neoclassiche, si apre ad una sola navata, il cui soffitto fu affrescato nel 1939 da Gino Marchetot. Il grandioso altare maggiore presenta con una scenografia barocca in marmo policromo con due statue laterali, a sinistra san Floriano con in mano la palma simbolo del martirio, a destra San Domenico. Altro edificio di culto è la chiesetta della Madonna della Salute in stile neogotico. Nel 1930 la facciata fu trasformata in monumento ai caduti con l’inserimento di quattro lapidi marmorei con i nomi dei caduti della prima e seconda guerra mondiale. All’interno il piccolo coro accoglie la statua della Madonna della Salute venerata con una grande festa annuale la penultima domenica di novembre. A Tramonti di Sopra troviamo anche la chiesa Evangelica, inaugurata nel 1897, luogo di culto della locale comunità valdese fondata nel 1874 da Gio Batta Facchin Paronello.
A Tramonti di Mezzo si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate nella quale vi sono statue bronzee dello Strazzabosco ed altre opere moderne come la Via Crucis di G.Magris. Notevole l’aspetto esterno della chiesa con pietra a vista, il sagrato di recente restauro ed il nuovo campanile ricostruito, come il precedente, dopo il sisma del 1976, grazie alla generosità di un imprenditore originario del luogo.
La chiesa San Nicolò Vescovo è situata in un pianoro che precede il nucleo abitato centrale di Campone a sinistra della strada comunale che costeggia il torrente Chiarzò; è circondata dai verdi prati della vallata camponese e sul retro, a poca distanza, si trova il cimitero.
A Chievolis la chiesa che domina dall’alto il paese abbarbicato sul dorso della montagna e si specchia nelle acque del Silisia che confluisce nel lago di Redona, è dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Eretta per ampliare una precedente edificata nel 1741, fu iniziata nel 1870 ed aperta al culto nel 1890.
La borgata di Redona, in Comune di Tramonti di Sopra, negli anni cinquanta è stata sommersa dall’omonimo lago artificiale ivi compresa la chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo. Questa chiesa era stata ampliata e ristrutturata nel 1891 In precedenza esisteva sul posto un oratorio risalente al 1740. Dopo la realizzazione del lago, la società costruttrice dei tre bacini artificiali, la S.A.I.C.I.,ha costruito l’attuale chiesa poco distante dalla precedente sommersa, sempre dedicata alla Beata Vergine del Carmelo e benedetto dal vescovo De Zanche nel 1952.
La chiesetta di Maria Bambina si trova in una delle più belle borgate della Val Silisia: Inglagna.
L’oratorio si trova al centro del paesino bagnato dall’omonimo rio e risale agli anni cinquanta circa. All’interno è da notare la particolarità della piccola statuetta di Maria Bambina che per dimensioni e fattezze assomiglia ad una bambola. L’immagine viene portata in processione serale in una apposita culla per le viuzze della borgata illuminate da molte candele in una cornice particolarmente suggestiva, ogni anno l’8 settembre festa della Natività della Beata Vergine.
In tutta la Val Tramontina, in particolare a Tramonti di Mezzo e Tramonti di Sotto, si possono ammirare poi dei pregevoli esempi di architettura rurale, catalogati e restaurati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dopo il terremoto del 1976, come beni ambientali, con corti interne caratterizzate da arcate e pietra viva. Da visitare, a Campone, un antico mulino, con ruota di legno, risalente al XVII secolo ed è ancora funzionante con i suoi vecchi meccanismi azionati da una roggia deviata dal Chiarzò.
A Tramonti di Sopra recentemente sono stati realizzati sulle facciate di alcune case, 8 murales (altri 6 sono in fase di realizzazione e saranno ultimati entro l’anno) che illustrano gli antichi mestieri della valle: il boscaiolo, il fabbro, lo stagnino, il casaro, ecc.
Nei pressi di Campone troviamo una grotta con laghetto sotterraneo denominata “La fous”.
In vari punti della valle si possono vedere i resti delle antiche fornaci utilizzate in passato per la produzione della calce. Molto interessante da visitare è la fornace sita in loc. Sisto di Tramonti di Sopra recentemente restaurata.

 

L'AMBIENTE MONTANO

Il territorio della Val Tramontina, che appartiene interamente alle Prealpi Carniche, ha un'altezza che va dai 270 ai 2.300 m sopra il livello del mare. L'idrografia è rappresentata dai bacini principali dell'Arzino e del Meduna e dai numerosi torrenti: Chiàrchia, Chiarzò, Comugna, Silìsia, Tarcenò e Vielia. Il clima è intermedio fra il sub continentale ed il sub mediterraneo.

Questa vallata è la parte settentrionale della Provincia di Pordenone e confina con quella Udinese nei Comuni di Verzegnis, Preone, Socchieve, Ampezzo, Forni di Sotto. A levante lambisce il Comune di Vito d'Asio, a meridione Castelnovo del Friuli, Travesio, Meduno e Frisanco; Claut si pone nell'immediato ponente.

Tutto il territorio è contraddistinto dalla presenza di numerosi rilievi montuosi che caratterizzano l'intero ambiente geografico. Ne citiamo alcuni: Caserine Alte (m 2.309) e M.Dosàip (m.2.062), M.Fràscola (m 1.961), M.Valcalda (m 1.908) e Cuesta Spioléit (m 1.687), Col della Luna (m 1.427).

Parte del territorio del Comune di Tramonti di Sopra fa parte del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. E' in fase di costruzione un edificio che ospiterà il centro visite del parco ed il museo naturalistico.

 

I TRE LAGHI

I tre grandi laghi artificiali costituiscono un elemento caratteristico del territorio della Val Tramontina. Costruiti negli anni Cinquanta hanno principalmente tre scopi: produrre energia elettrica, trattenere l'acqua in periodo di grosse piene, alimentare il sistema d'irrigazione per le coltivazioni della pianura. Ora sono divenuti anche motivo di attrazione e di bellezza di tutta la zona.
Giungendo da Meduno s'incontra per primo il lago di Redona , costruito con lo sbarramento del fiume Meduna, presso la stretta del Ponte Racli, la sua capacità è di 23 milioni di mc d'acqua.
La costruzione del lago ha sommerso le borgate di Flors, Movàda e Redòna che, nei periodi di secca, emergono come degli scheletri a testimoniare la storia ed il passato.
Alla fine della Val Silisia troviamo il lago di Selva con la possibilità di trattenere 32 milioni di mc d'acqua mentre ancora più in alto c'è il lago del Ciul con un invaso di 9,5 milioni di mc e raggiungibile attraverso una lunga galleria stradale.

 

FLORA E FAUNA

La Val Tramontina è uno spettacolo di rara bellezza e quiete. Il suo vasto territorio montano, pari a complessivi 210 Kmq, molti coperti da boschi, fanno della valle un rifugio sicuro per innumerevoli specie di animali.

FAUNA

La fauna della vallata è la stanziale tipica alpina. Tra gli altri si possono osservare l'aquila reale, il gracchio, il gallo cedrone, il camoscio, il daino, il capriolo, la volpe, la lepre, lo scoiattolo, il muflone, la martora, il tasso ed il ghiro. Sono presenti anche numerosi animali appartenenti alle famiglie dei rettili, degli anfibi, dei ditteri, dei coleotteri, dei lepidotteri e dei miriapodi. 
In Val Tramontina è presente una particolare specie di formica rossa del bosco denominata formica rufa che assume una notevole importanza nel mantenimento dell'ecosistema bosco.
I laghi e i fiumi presentano una fauna ittica importante come la trota fario, lo scazzone, il gambero.
Molto interessante, anche come indicatore di qualità dell'ambiente, la ricomparsa di alcune specie fra cui la lince e l'orso, recentemente avvistato e le cui tracce sono state rilevate.

FLORA

La flora è così varia da rappresentare tutti gli ambienti montani alpini. Nelle rocce della zona tramontina troviamo la stella alpina, le sassifraghe; nelle ghiaie e nei ghiaioni il papavero alpino, l'achillea; nei prati i narcisi, i gigli, le orchidee; nei pascoli la pulsatilla, la globularia, la pianella della Madonna, le capanule; nelle zone umide il giglio dorato, la soldanella, la pinguicola; nei boschi la fragola, il corniolo, lo spino cervino, il faggio, il pino nero,i l carpino, l'abete, il tasso, il larice il salice e il frassino.
I botanici hanno classificato un fiore molto raro che cresce solo nel territorio del Comune di Tramonti di Sopra, si tratta della “dafne blagayana” ribattezzata “dafne tramontina”.

 
A Tramonti di Sopra presso la chiesa di San Floriano è collocato il parco giochi per bambini e ragazzi, il campo da tennis e calcetto.
A Tramonti di Sotto in via Pradileva c’è un campo polivalente per pallavolo, pallamano, mini calcio ed il parco giochi per bambini.
Presso il Centro Sociale Scolastico “Minin” il loc. Matan, troviamo il campo di calcio, atletica, bocce, tennis, una palestra ed un campo giochi gestiti dalla Polisportiva.
Nei tre laghi della valle e nei fiumi si possono pescare trote, barbi, carpe e lucci. Informazioni ed autorizzazioni presso la locanda “Al lago”di Redona (tel. 0427/86145).
A Tramonti di Sopra in loc.S.Antonio di Frassaniet è stata recentemente aperta una palestre di roccia con oltre 40 vie; altra palestra di roccia si trova alle pendici del M. Rest. Info:Comune e Pro Loco Tramonti di Sopra.
 
Presso i ristoranti e trattorie della Valle, oltre le specialità friulane, si possono degustare dei prodotti tipici locali:la “pitina”, una polpetta di carne di montone o pecora affumicata con erbe aromatiche; il formaggio salato, formaggio tenero di puro latte lasciato insaporire nelle saline; il formaggio del “Cit”, formaggio “fermentato” macinato e ricoperto di panna, pepe e aromi naturali; il “pistùm”, foglie di rapa tritate e conservate in casse di legno o in piccole botti, poi lessate con aggiunta di brodo di polenta, sale, pepe e aglio oppure con lardo o burro.
 

ANTICHI MESTIERI
In Val Tramontina nel passato erano molto diffusi alcuni antichi mestieri, ora purtroppo del tutto scomparsi. Qui di seguito riportiamo una breve descrizione degli stessi:
Lo stagnino – “l’arvâr”
Questo mestiere è nato circa 250 anni fa ed ha avuto ragione di essere fino a quando nelle cucine si usavano utensili di rame, proprio perché consisteva nel ripararli. Partivano da Tramonti subito dopo carnevale diretti verso località lontane come Bologna, Vicenza, Verona, Padova, Rimini e ritornavano a casa pochi giorni prima di Natale. I primi tempi viaggiavano con il carro trainato dal cavallo e dormivano nella stalla, in tempi più recenti invece partivano in treno ed alloggiavano nei sottotetti degli alberghi.
Portavano con se dei ragazzini, i garzoni, che avevano il compito di raccogliere nelle case il materiale da lavorare e un po’ alla volta imparavano il mestiere. Oltre al tipo di vita nomade che conducevano, gli stagnini avevano un particolare gergo (“l’arvâr), inventato da loro che nulla ha a che fare con il friulano.
Questo linguaggio, che ha dei precedenti nelle parole segrete delle corporazioni medioevali, deve la sua esistenza alla necessità di poter comunicare fra loro senza la preoccupazione di essere capiti da alcuno. Lavoravano all’aperto negli angoli delle piazze oppure sotto i portici ed erano attorniati da secchi, colatoi, cuccume, pentole, stampi per dolci ed altri utensili.
Il cestaio – il “geâr”
Il lavoro dei “geârs” consisteva nel produrre cesti di vimini (“gèis”) di vari tipi: variavano le dimensioni, la struttura, la robustezza, il colore secondo dell’uso a cui era adibito. Erano destinati ad uso agricolo e domestico. Le poche e semplici materie prime adoperate, vimini (“vènchis”) di salice, stecche,(“brèaz”), ecc, erano tutte ricavate da piante locali. I cestai lavoravano nelle stalle e la loro attività non aveva stagioni, sebbene fosse più intensa nei mesi invernali. Quando giungeva l’autunno caricavano i cesti sui carri trainati da cavalli e le donne scendevano in pianura per barattarli con i contadini, passando di casa in casa, o a venderli. In genere i cesti venivano barattati: un cesto nuovo in cambio di un cesto e mezzo di granoturco (“blava”) con l’aggiunta, a volte, da parte dell’acquirente, dell’ospitalità al cestaio ed al suo cavallo.
Il segantino – il ”segaz” o “sliperâr”
Uno dei vecchi mestieri, specialmente degli abitanti di Chievolis, Faidona e delle varie borgate vicine, era quello del segantino, cioè tagliatore di tronchi e legna nei boschi. Verso la fine del 1800, con l’avvento del treno, i segantini si specializzarono nella costruzione di traversine (ingl. sleeper, da qui il nome“sliperâr”) per la strada ferrata. I Chievolani emigrarono in Germania, Galizia, Transilvania, Ungheria, dove divennero dei veri esperti di questo duro mestiere e sempre apprezzati e stimati lavoratori.


PERSONAGGI DELLA VAL TRAMONTINA

Nella semplice e piccola storia della valle si registrano dei personaggi singolari che qui brevemente vengono descritti:
IL CONTE PIERO
Potrebbe essere considerato l’“innominato della Val Tramontina” Pietro De Domini vissuto nel XVII secolo in una signorile casa di Tramonti di Mezzo. Ricchissimo, privo di scrupoli si diede ad una vita sregolata e dissoluta, circondandosi di molti servi fedeli, ben armati, dei veri e propri “bravi”. A suon di zecchini riuscì ad ottenere il titolo di conte dalla Serenissima Repubblica Veneta. Era l’incontrastato dominatore della zona, le sue voglie e capricci dovevano trovare immediato esaudimento.Scapolo scapestrato, insidiava le belle donne e le ragazze della valle. Quando usciva dalla sua suntuosa dimora cavalcando una mula bianca, con l’archibugio al braccio, seguito dai suoi bravi a cavallo e da molti cani, incuteva tanto terrore che le donne tramontine correvano a rinchiudersi in casa e gli uomini s’inginocchiavano in segno d’ossequio al potente e tremendo signore.

IL “CJOVATEL” SANTE
Ha origine a Tramonti di Mezzo la dinastia che ha fondato le INDUSTRIE FERROLI SPA, con sede in Provincia di Verona, industrie internazionali delle caldaie ed impianti termici, con stabilimenti, oltre che nel veronese, in Spagna, Germania, Francia, Lussemburgo e Turchia.
Capostipite fu Sante FERROLI (1886-1968) nato a Tramonti di Mezzo. Sante partì dal paese natio nel 1898 con lo zio “Zanet” di professione stagnino (calderaio) per fargli da “cjovatèl” (garzone) a bordo del carretto “a mano” in uso agli stagnini verso la pianura veronese per fare la stagione. Lì si fermò ed avviò con successo la sua attività di artigiano idraulico. Ebbe ben 13 figli che da semplici artigiani, sotto la saggia guida del padre Sante, hanno fondato e dirigono molte fabbriche in Italia ed all’estero che danno lavoro a centinaio di persone.

IL CESTAIO GURIZZA
Tramonti di Mezzo è la patria dei cestai (i “gears”) che in passato era la principale attività artigianale del paese: costruivano cesti in vimini per uso domestico ed agricolo.
Uno dei più abili e caratteristici cestai fu Giobatta Corrado detto “Gurizza”. Era un omino alto poco più di un metro, intelligente arguto nello sguardo e nell’espressione, amante del lavoro e del vino. Divenne famoso nella zona per aver posato per una foto con il campione del mondo di pugilato Primo Carnera di Sequals che lo fece sedere e lo sorresse senza sforzo durante la posa, sulla propria mano destra.

 
Si ringrazia in maniera particolare
FULVIO GRAZIUSSI
per aver raccolto e redatto il materiale qui presentato sulla Val Tramontina.
Fonti della ricerca:
“Val Tramontina” opuscolo della Provincia di Pn a cura di Dani Pagnucco, settembre 2003.
“Camping Valtramontina-Guida alla Val Tramontina” opuscolo edito dai Comuni di T.Sopra e Sotto,199.7
Archivi e siti internet dei Comuni di Tramonti di Sopra e Sotto. Archivio F.V.G.

Fulvio Graziussi ringrazia per la collaborazione:
Emilia Urban, Paolo Ferroli, Antonino Titolo e Giuseppe Rugo

(Testi di Fulvio Graziussi)